Mi ero sempre chiesto da dove Tolkien traesse ispirazione per i propri racconti; da dove potevano derivare tutti quei nomi, quei personaggi che animano i suoi libri e sembrano non finir mai sia di stupire per la fantasia sia come numero?
L’altro giorno stavo meditando in un luogo di pace, quando mi giunse improvvisamente un'illuminazione, di quelle che solo in bagno possono arrivare. Pensandoci, ha una sua logica e potrebbe rispondere a tutte le domande che mi sono posto in tutti questi anni, da quando un innocente ragazzo delle superiori prese in mano “La Compagnia Dell’Anello”.
Altro che mitologia nordica, leggende popolari, antiche lingue! Tutto il mondo di Tolkien deve essere nato in bagno.
Non è difficile immaginarlo in un vecchio bagno inglese, serio e austero, con l’unica stranezza di un taccuino di pelle, lì vicino al suo bianco destriero. Lo immagino salire a cavalcioni al suo Ombromanto, e partire con la mente per la terra di Arda a concepire nuove avventure, nuove storie, nuovi personaggi, e soprattutto nuovi nomi.
È in questo modo che furono concepiti Finwë e i suoi due figli Fingolfin e Finarfin. Tutto cominciò quando la sera prima mangiò una cena a base di finferli, e passò una notte oscura e travagliata. La mattina successiva, salendo sul suo bianco destriero in preda ai crampi e ai dolori, tentò di maledire il loro nome e la loro stirpe, ma lo sforzo fu troppo grande e il dolore pure, e tutto quello che uscì dalla bocca del vate fu un “Maledetti fin... weeeeeeee... che possiate avere una vita dannata fin... goooooooooo... che voi possiate morire soffrendo finferli!”, e talmente in pena era la sua anima mentre era nella liberatoria seduta che le ultime parole furono un vuoto tentativo di pronunciare il nome di ciò che lo costrinse a vivere quella buia agonia “Finnn... finnnnnn...”.
Finita la seduta, ebbe la famosa illuminazione che può arrivare solo alle persone più avanti nella strada verso la verità. E così nacque la stirpe maledetta di Finwë e dei suoi primi due figli, gloriosa nelle loro gesta, e maledetta da una eterna sofferenza.
Non è difficile nemmeno pensare come nacquero dalla sua mente anche i servi di Morgoth, i Balrog. Deve essere stato sicuramente dopo un cenone di Natale, ne sono certo: grande deve essere stato il suo stupore quando nell’alzarsi rivolse il suo sguardo verso il basso, e vide quale abominevole creatura il suo corpo avesse concepito. Infiammato era il suo deretano, dopo un così gran sforzo che annotò nel taccuino: gigante nella sua forma, infiammato nel suo apparire, dalle ombre nacque e dall’oscuro signore furono forgiati.
Per non parlare della nascita di Ungoliant...
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